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Ecointrosofia©  naif
e Personal Energy©
di Enzo Galantini Ferrari
Enzo Galantini Ferrari - tutti i diritti riservati
Release n°01 di giovedì 28 novembre 2002
rif. 291102-291102

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Premessa etimologica di "ecointrosofia":
eco da ecologia;
intro da introspezione (osservazione delle proprie azioni o dei propri contenuti mentali);
sofia : suffisso di filosofia.

ECOINTROSOFIA©  NAIF E PERSONAL ENERGY©

Sono anni che medito di stendere il mio pensiero in qualcosa di più organico di tante frasi buttate lì, quasi per caso;   molto spesso sottovoce o seminascoste da un argomento tecnico o solo apparentemente più importante.
Sull’affare ambiente sta piovendo e grandinando di tutto.   Si dice e si contraddice tutto.   Sedicenti esperti fanno previsioni con progressione lineare o logaritmica a mille anni su dati incerti o contraddittori provenienti da misure di qualche anno, massimo qualche lustro addietro, e prese chissà da chi, chissà dove, chissà per farsene cosa.   È già stata ampiamente completata la tabellina di numeri su qual è stato l’aumento della temperatura media del pianeta sia da 4,5 miliardi di anni a questa parte, sia da oggi al collasso del Sole, fra altrettanti miliardi di anni.   E i numeri sono stati fatti tutti, ma proprio tutti, decimi e centesimi compresi.   Come se stessimo giocandoci a dadi un caffè.

Ovviamente nessuno ha ragione.   O almeno questo è l’atteggiamento che l’intelligenza dovrebbe suggerire verso questi numeri a vanvera.   Non c’è bisogno di numeri per capire cosa stiamo facendo alla biosfera.   Non c’è bisogno di pareri a raffica o a vanvera per capire cosa succederà fra 5, 25, 50 o 100 anni.   Così come non c'è bisogno di sapere nei dettagli cosa accadrà fra 12.3, 37.7 o 92.1 anni.   La statistica non è una scienza, così come non lo sono i sondaggi.   Non lasciamoci ingannare dalle discipline più manipolabili che l'uomo abbia inventato.   La scienza è onestà intellettuale soprattutto nei "non lo so".

La probabilistica è una scienza, perché  dichiara sempre il suo margine di errore e se non ha abbastanza dati su cui sviluppare un'equazione o una matrice, si rifiuta di dare risposte.   Altre sono le discipline umane che si preoccupano di dare, sempre, tutte le risposte a qualsiasi domanda. Se sto andando in bicicletta e la mia traiettoria incontrerà un albero, non mi interessa sapere fra quanto tempo mi ucciderò, a che velocità o con che energia di impatto;   mi basta il fatto che se non cambio la mia traiettoria mi ucciderò.   Mettermi a far calcoli in quel momento è stupido...   Telefonare al 118 è già un po' meno, ma ancora troppo stupido.   Cambiare traiettoria e velocità è intelligente, ben sapendo che non sempre frenare è la scelta giusta.

Indifferenza o fobia, in tema di ambiente, non sono atteggiamenti né  intelligenti né  razionali.   Mai la sordità ed il panico lo sono.   Occorre prestare attenzione;   molta attenzione.   E studiare, ed informarsi, e controllare ed ipotizzare e discutere e confrontarsi;  anche aspramente, senza però smettere di comunicare.   Discutere con misura e raziocinio.   Controllando ciò che supporta gli argomenti.   Con particolare attenzione per i numeri.

Da sempre, l’attenzione all’ambiente è fatta di moltissime chiacchiere e pochissimi fatti.
Ma l’atteggiamento della megalosofia (filosofia megalomaniaca) è assolutamente soffocante su tutto il resto.   Quel resto fattibile, possibile ed installabile nel fare di pochissimi anni.
La megalosofia è  figlia dell’atteggiamento del pensiero del business legato al tutto, anche ai sentimenti ed alle emozioni, fino a fare dei sentimenti e delle emozioni un business.
Non abbiamo quei decenni di tempo per creare un movimento di opinione così organizzato da poter discutere alla pari con la megalosofia del business.
Sembra normale, lo percepisco, parlare di torri alte 1200 metri e del diametro di 400.   Appare non troppo illogico ipotizzare decine di migliaia di rotori Darrieus per far evaporare acqua di mare e far sì che cambi il clima del pianeta, o di parte di esso.
Insomma:   quando si parla di energia, se non si ragiona almeno in GigaWatt e miliardi di Euro non si è neppure presi in considerazione.
L’Italia è appena uscita da un quarantennio di monopolio dell’energia, ma ancora per parecchi anni lo rimarrà di fatto, anche se non di diritto.   E tutti ci siamo cresciuti dentro, assuefacendocelo addosso.   Quindi siamo stupidamente indotti a pensare che, soprattutto in materia di energia, il circo debba continuare a funzionare secondo la logica della concentrazione del business, e se qualcosa costa meno di un fantastiliardo non avrà alcuna valenza, in ossequio al detto:   se costa poco funziona poco, male, o non funziona affatto.   Figuriamoci se non costa quasi nulla!

Già il nome "centrale"  riferita all’ipotetico impianto di produzione dell'energia, la dice lunga.   "Centrale"  è sinonimo di concentrazione ed eslusività.   "Centrale"  è controllo e comando sul concetto produttivo e producente.   "Centrale"  è e rimarrà monopolio, se non nell’assetto morfologico, certamente nell’aspetto fondamentale del concetto socio-economico.
L’energia è business anche o soprattutto sotto l’aspetto fiscale.   Convincere tutti che essa si può produrre esclusivamente attraverso la megalosofia è la sua strategia di marketing (la sedicente scienza che si preoccupa di come truffare il potenziale cliente inventandogli il bisogno).
Poi, più qualcosa costa più IVA si versa...  

Tutto ciò è funzionale solamente al business, ed anche tecnicamente molto stupido.
Circa il 30% (con punte di oltre il 50%) di energia elettrica prodotta da una centrale, con qualsivoglia tecnologia, viene disperso (consumato, gettato, perso) nel suo trasporto attraverso gli innalzamenti ed abbassamenti della tensione, gli elettrodotti e le reti locali.
Ed in cosa si trasforma questo 30% di energia elettrica persa?
Naturalmente in calore:   tutto in calore.   Possiamo perciò immaginare la rete di distribuzione dell'energia elettrica come una stufa malfunzionante.
È semplicemente ridicolo, perciò, disquisire sulla differenza di rendimento dello 0,poco% di quella tecnologia (vecchia o nuova che sia) in rapporto a quell’altra.   Si stanno facendo solamente chiacchiere ed illazioni a vanvera su di un falso problema.   Oppure si sta riverniciando l'ipocrisia con l'ennesima mano di bugie.
Sarebbe come discutere dell’opportunità di installare una turbina di aereo su di un vecchio trattore a cingoli per fargli correre, e vincere, la Parigi - Dakar per il bene dell'umanità…

Più la fonte di energia è vicina al mio contatore ed ai miei utilizzi, meno ne spreco per stupidità tecnica.   Più piccole e numerose sono le mie fonti di produzione di tale energia, meno dovrò sovradimensionarle per far fronte ai picchi di consumo.
Sono questi i responsabili dell'alto costo dell'energia, qualunque essa sia.   Di notte si ripompa acqua nei bacini idroelettrici per far fronte al picco della mattina dopo…
Quando vengono accesi, i motori asincroni trifasi (quelli industriali) hanno una corrente di spunto fra 3 e 10 volte quella nominale (a regime):   è l'energia necessaria ad accelerare e vincere le inerzie.   Fra le 8 e le 8,30 di tutti i giorni feriali, vengono accesi milioni di questi motori:   le centrali di produzione dell'energia elettrica sono dimensionate su questo picco, assommato a quello delle luci e dei computer degli uffici.

Questa è in ossequio a Monsieur de Lapalisse:  un GigaWatt si può produrre sia con una "centrale"  da un GigaWatt, sia da 20.000 microbi ecointrosofici naif da 5 kiloWatt:   ovvio.   Anche la differenza di kW equivalenti in m3 di CO2 o kg di scorie radioattive scomparsi o acqua risparmiata è altrettanto ovvia.

Ecointrosofia© :
è prima di tutto conoscenza, quindi coscienza;
è il coraggio di poter sbagliare, quindi rimediare;
è prendere il problema dell'ecologia con realismo;
è ascoltare tutti, informandosi su quanto dicono e controllare;
è pensare elastico e non aver paura di cambiare opinione;
è il coraggio di non aver paura di nessuna novità;
è il coraggio di non aver paura di sconfessare le apparenti novità;
è fidarsi solo dei numeri, dopo aver controllato;
è controllare sempre ciò che si afferma;
è onestà, etica, intransigenza e regionevolezza;
non è integralismo;
non è religione;
non è cambiare il mondo;
non è guardare gli altri;
non è trincerarsi;
non è obbligare.

Personal Energy© :
è prima di tutto divertimento;
è mettere il proprio granello di sabbia;
è fare del proprio meglio;
è accontentarsi del non accontentarsi;
è pensare a ciò che si può e non si può fare;
è non smettere mai di studiare il domani;
è chiedere per fare ed insegnare a fare;
è migliorare per fare e divulgare;
è trarre Watt dalle idee;
non è pensare a cosa si può dire;
non è lasciar perdere;
non è risolvere il problema;
non è spendere un Eurocent più del dovuto;
non è vantarsi.

La domanda etica è:   come posso autoprodurmi energia costruendomene gli strumenti?   Come posso adattare una tecnologia al mio ambiente ristretto?
Nessuno può rispondere a queste domande tranne me, e nessuno può progettare la mia Personal Energy©  tranne me.   Posso seguire i consigli di tutti, ma alla fine sono io che decido il da farsi con quello che ho.
La Personal Energy©  è una parte importante dell’Ecointrosofia©.   È quella dell’atteggiamento che mi impegna a progettare per me stesso, migliorando le mie conoscenze, e mi distoglie dal lamentarmi del comportamento di chiunque altro.   L’argomento "ambiente"  non ha bisogno anche di me per essere traboccante di piagnoni, fanatici e stregoni.

La Personal Energy©  comincia con le energie "gratuite", e non con le energie "alternative".
Quest'ultimo è il termine più bugiardo che si potesse appioppare all'energia.   Dichiarare che il Sole è "alternativo"  al petrolio la dice lunga sull'assetto mentale di chi lo ha coniato e di chi vi si è assuefatto.   Tutte le energie gratuite provengono dall'energia del Sole, o direttamente (raggi infrarossi) o per effetto indotto (vento, biomasse, maree) o per cause astrofisiche (rocce calde, acque sotterranee).   Tutto proviene dall'energia termica del sole che è stata, fino all'uso del fuoco, l'unica fonte energetica della biosfera.   Questo, però, non significa che il Sole sia un dio, ma un'opportunità intelligente. Sono tutte le altre energie ad essere "alternative"  al Sole, non il contrario.   Nella scienza le parole sono pietre, quindi occorre ribilanciare il concetto e sovvertire questa contraddizione in termini.   Energie gratuite, quindi, ma questo al business potrebbe far venire l'ulcera...   Bene, bene.
La cosa che mi soddisfa di più di quest'idea è che non potrà mai essere quotata in Borsa, quindi non potrà contribuire a truffare nessuno.   E questo mi inorgoglisce non poco...   perché  neanch'io potrò guadagnarci un cent.

La Personal Energy©  comincia con le energie gratuite, (o energratis©, se preferisci), perché  questo costituisce un risparmio secco sul bilancio mondiale.   Sembra, questa, una gigantesca sparata.   Ed invece è, pur nella sua microscopicità, un dato matematico assoluto.   Ogni Watt (elettrico o termico) io riesca a produrre con i miei impianti naif è matematicamente CO2 equivalente in meno in atmosfera.   E, sempre matematicamente, questo seppur piccolo Watt non me lo troverò nelle fatture che devo pagare all'energia.
Naif, ho detto.   Perché  se mi autocostruisco gli impianti non posso pretendere, né  voglio, che abbiano un aspetto "industriale".   Anzi:   meno lo sembrano, meglio è.
Naif, perché  non voglio che i miei impianti abbiano rendimenti da primato mondiale;   mi accontento che rendano solo la metà di un prodotto tecnologico, ma devo fare di tutto perché  costi meno di un quarto, un quinto, un sesto di questo.
Così facendo posso installare il doppio dei dispositivi (o dispositivi grandi il doppio) ottenendo la stessa quantità di energia, ma spendendo sempre meno della metà.   E godere nel confrontare le bollette con quelle dell'anno precedente.   Godere del denaro che mi rimane in tasca e di quel po' di CO2 che non è andato in circolo.
Il segreto per spendere quasi nulla è riciclare, riutilizzare, riadattare e ricondizionare.   Gli sfasciacarrozze, i rottamai ed i rigattieri sono zeppi di componenti perfetti per la Personal Energy©  e con il giusto aspetto naif.   I componenti sono là, e tutti i giorni se ne aggiungono;   aspettano solo un'idea che li metta insieme in modo logico per far produrre loro anche solo un Watt.

Mi sembra giunto il momento di tranquillizzarti.   Non ti sto chiedendo di trasformarti di colpo in tecnico, idraulico ed elettricista professionista.   Ciò che pongo alla tua attenzione sono tecnologie da cacciavite e tubetto di colla;  e ciò che necessita di attrezzature particolari, lo potrai reperire da un qualsiasi artigiano che opera nella tua zona.  Una normalissima cassetta degli attrezzi da casa, un trapano e molta fantasia...  nulla più.

La tua Personal Energy©

Per prima cosa occorre che guardi intorno a te col pensiero e cerchi di immaginarti cosa potresti fare.  Ricordati che abiti sia in un condominio, nel centro storico, sia in un vecchio mulino di montagna.  In ogni caso dovresti fare il massimo che puoi con quel poco o tanto che hai.
Ti faccio un po' il punto sulle tecnologie che potresti impiegare, in modo da poter subito scartare quelle che non puoi impiegare e poterti concentrare sulle altre.

Rammenta che devi chiedere i permessi (se necessita) ad installare ciò che intendi;  se la Legge è dalla tua, anche l'educazione e la gentilezza lo devono essere.  Un Watt di Personal Energy© non vale un litigio con un vicino.  Se invece ti senti preso in giro, vai per la tua strada.
Se sai già quello che sto per dirti, sopportami se puoi:  io non ti conosco, ancora...  quindi sono costretto a trattarti da perfetto digiuno della materia.

Impiantino termosolare
Non se ne fa nulla se:
non hai modo di esporre gli assorbitori termosolari a sud;
qualcosa oscura il sole per più di 6 ore al giorno;
non puoi modificare il tuo impianto dell'acqua calda sanitaria

Impiantino elettro-eolico
Non se ne fa nulla se:
non hai un luogo libero da ostacoli;
non puoi montare il rotore ad un minimo di 3 m oltre il fabbricato;
non te ne puoi fare nulla della 12 o 24 V;
la posizione del rotore è pericolosa

Impiantino idro-eolico
Non se ne fa nulla se:
non ti serve pompare molta acqua;
l'acqua è a più di 6 m di altezza da dove puoi mettere la pompa;
il rotore eolico è coperto da ostacoli;
la posizione del rotore è pericolosa

Impiantino idro-pneumo-eolico
Non se ne fa nulla se:
non hai acqua da sollevare;
non ci sono le condizioni di installazione di un rotore eolico;
non ci sono le condizioni di sicurezza

Impiantino idroelettrico
Non se ne fa nulla se:
non hai un salto d'acqua da sfruttare;
la Legge non ti permette di prelevare l'acqua;
il prelievo dell'acqua pregiudica la sicurezza

Impiantino biogas termico ed elettrotermico
Non se ne fa nulla se:
non c'è biomassa da far digerire ai batteri;
non ci sono le condizioni di sicurezza;
la biomassa è troppo poca

Impiantino di cogenerazione a metano di rete
Non se ne fa nulla se:
il CO2 prodotto dal motore del cogeneratore non sostituisce altro CO2 ;
nessuno può comprare l'eventuale energia elettrica in eccedenza;
non si può sfruttare in continuo il calore prodotto

Come avrai notato, alla fine di ogni elenco non c'è nessuna interpunzione.  Ciò significa che anche tu potrai suggerirmi le tue idee.  Ci tengo molto.

Il prossimo passo di questo documento è un
manualetto per l'autocostruzione di un impianto a
  pannelli termosolari per acqua sanitaria
.

Seguiranno, non in ordine:
impianto idroelettrico;
impianto elettroeolico ad asse verticale;
impianto a concentratori termosolari;
impianto idroeolico;
impianto idro-pneumo-eolico;
impianto di cogenerazione;
altro ancora

Enzo                    

Enzo Galantini Ferrari rivendica la proprietà intellettuale di questo testo e dei concetti denominati "energratis", "ecointrosofia" e "personal energy".  Il loro uso è libero, tranne che per quasiasi yes-profit.
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