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i Grigi
parte II

Nuovomondo di XmX - tutti i diritti riservati
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I Grigi del CICAP dicono: "i fenomeni accadono sempre e soltanto secondo le leggi naturali, così, e solo così".
Benissimo, siamo perfettamente d'accordo su questo, ma...
    ...quali sono le "leggi naturali" ?

"Dio non gioca a dadi"  disse seccato il grandissimo Albert Einstein, riferendosi alla polemica su un presunto comportamento anomalo di alcune particelle, ed organizzò un esperimento apposito (EPR) che però gli diede torto... Anche Einstein può sbagliare!

Il problema è che noi non conosciamo TUTTE le leggi!  Quelle a noi note potrebbero essere solo un sottoinsieme di altre più generali, che a loro volta divengono applicabili in certe condizioni.   É quanto si è verificato con la teoria della relatività generale di Einstein.  In alcune circostanze le leggi di Newton - tanto care alla Fisica fino a poco più di mezzo secolo fa - non sono più applicabili, e sono risultate essere solo un sottoinsieme di una legge più ampia, prima inimmaginabile.

La morale che certi "soloni" dovrebbero trarre dall'esempio suesposto, è che non si dovrebbe negare validità ad eventi "strani" riportati da molti, solo perchè i fatti non si inquadrano nelle leggi conosciute.   E ancora - e mi riferisco aifenomeni paranormali - non si può escludere che alcuni di essi possano verificarsi solo nella complessità del mondo di tutti i giorni, quindi fuori dalle condizioni necessariamente semplificate create dalla indagine secondo il metodo scientifico.

Un esempio classico:  uno scienziato che studi il colore dei cigni - e che sia davvero coerente col metodo scientifico - anche dopo una vita di attente osservazioni non potrà mai dire: "tutti i cigni sono bianchi", potrà solo dire: "tutti i cigni osservati finora sono bianchi". E ancora: da una osservazione per quanto accurata dei cigni, non si potrà mai provare la legge "tutti i cigni sono bianchi". Viceversa, basterà l'osservazione di un solo cigno nero per dimostrarla falsa. In altre parole, non si può affermare che un fenomeno apparentemente anomalo non possa esistere in assoluto, solo perchè non lo si è finora osservato in laboratorio (e, per inciso, il laboratorio non è sempre del tutto uguale al mondo esterno).

Il concetto, da me grossolanamente esposto, si chiama falsificabilità di una teoria scientifica, ed è la discriminante fra scienza e non-scienza. Non tutti gli scienziati però - anzi, assai pochi - applicano coerentemente questo principio alla conoscenza, e all'avanzare delle idee. Questo diviene particolarmente evidente proprio con i cosiddetti fenomeni paranormali.

I Grigi del CICAP dicono che "in condizioni controllate nessuno ha mai osservato un fenomeno paranormale".

I Grigi dicono anche che "più aumentano i controlli, più diminuiscono i fenomeni: al 100% dei controlli corrisponde lo 0% dei fenomeni".

 
 "Esaminate tutte le alternative,
ed eliminate quelle impossibili,
ciò che resta, per quanto incredibile,
è per forza vero."

Sherlock Holmes, personaggio
di Sir Arthur Conan Doyle
 
 
Non bevetela, come abbiamo già visto, le cose non stanno così:  molti esperimenti si sono svolti con successo in condizioni di assoluto rigore. È invece vero che - esclusi ovviamente gli imbrogli - in presenza di manifestazioni paranormali non spiegabili, i controllori pregiudizialmente ostili abbiano esasperato i controlli stessi sino al punto, a volte, di avvolgere letteralmente i sensitivi nei sensori, sotto l'occhio indagatore di decine di persone, con luci accecanti, e ripetendo le prove sino all'inverosimile!  Un sensitivo ha generalmente bisogno di quiete, di luce attenuata, di un clima di serena attesa e fiducia:  se si trova sotto stress, quasi certamente non sarà in grado di produrre il fenomeno voluto.

Lo scienziato che indaghi onestamente su un presunto fenomeno, ammette che - se esiste - esso debba ricadere nelle leggi naturali, per quanto sconosciute.   Lo stesso scienziato, per sua formazione, conosce il principio di indeterminazione, il quale afferma che lo svolgimento di qualunque fenomeno viene influenzato dal semplice fatto di osservarlo.   Questa non è un'opinione, è un fatto:  lo si è scoperto dapprima nella fisica, ma poi gli è stata data una validità generale, in tutti i fenomeni.   Questa cosa i Grigi del CICAP lo sanno bene, sono studiosi e perlopiù scienziati, loro.   E allora, con quale criterio essi vorrebbero escludere proprio i sensitivi - quintessenza della sensibilità - dalla applicazione di questo principio?

Nella migliore delle ipotesi - quando lo si fa per smascherare gli imbroglioni - questo «sacro furore» porta a "buttare via il bambino assieme all'acqua sporca".   Nella peggiore - per salvaguardare il proprio prestigio nello status quo - è un vero e proprio crimine perpetrato contro il progresso dell'Umanità.

Ma, illustrissimi membri del CICAP, vi rendete conto su cosa davvero indaga la vituperata Parapsicologia?  Vi rendete conto che non si tratta di comuni reazioni chimiche o simili, ma degli aspetti più sfuggenti e peculiari dell'Uomo, e che questi richiedono per loro stessa natura un approccio diverso?  Non si esagera se si afferma che la Parapsicologia in un certo senso studia l'anima!  Voi la volete portare 'di peso' in laboratorio?  E con quali strumenti poi la 'misurereste'?  No, caro CICAP, il vostro è un metodo sbagliato dal principio:  non si può misurare un atomo usando un metro da falegname.  

Il CICAP, tradendo i nobili intenti dell'originale mandato (probabilmente per la prevalenza al suo interno di una frangia di estremisti) si è trasformato in un gruppo di reazionari scientisti capaci con la loro influenza di costituire in pratica un freno alla vera libera ricerca.  Questo è così vero che, infatti, le critiche più forti gli vengono proprio dagli stessi ambienti scientifici, compresi molti 'scettici'!  Certo, il CICAP è una aggregazione di "dinosauri" destinati all'estinzione proprio dall'evidenza di alcuni degli stessi fatti che combatte, ma intanto fanno il loro danno.  E se il lettore non avesse ben chiaro quale possa essere questo danno, continui a leggere...

...e la corretta informazione è servita!
Sul perché accada che la RAI e gli altri media troppo spesso non ci informino correttamente, è presto spiegato con un esempio:  un giornalista ha sentore di una certa novità scientifica, oppure vuole approfondire un argomento un pò "strano" di cui ha avuto notizia.  In genere la prima cosa che intende fare è interpellare un esperto per farsi un'idea  (accade che moltissimi fra gli esperti chiamati in causa dalla RAI appartengano al CICAP, e siano inoltre molto spesso sempre gli stessi...).  Dunque, il nostro giornalista apre l'agenda RAI alla voce 'consulenti scientifici' e telefona al Professor X, noto scienziato, chiedendogli qualcosa del genere:
-"Professore, ho qui una notizia di agenzia sui risultati di un esperimento su [quello_che_vi_pare_purchè_'anomalo'],
lei cosa ha da dirmi in proposito?"

Ebbene, siate certi che nove volte su dieci il Professore, senza curarsi del contenuto della notizia, e men che mai informandosi prima, risponderà:
-"Per carità, l'argomento non ha la minima validità,
è la solita cialtroneria pseudoscientifica!"

 Al che, comprensibilmente, il nostro giornalista ringrazia, riattacca, e cerca qualcos'altro su cui scrivere...  Oltre tutto, lo stesso giornalista da quel momento saprà come regolarsi autonomamente, se dovessero capitargli in futuro tra le mani altre notizie del genere...

Il punto è:
noi, "gente comune", abbiamo o no
il diritto di essere informati correttamente?

Se pensate che la risposta sia scontata, sentite questa.
Poiché da queste pagine io sostengo che tutti debbano poter pensare più autonomamente su certi fenomeni, anziché affidarsi ciecamente al giudizio draconiano degli esperti del CICAP, è accaduto che un Grigio - arrabbiatissimo con me - mi abbia pressappoco così scritto:
"Non pretenderai che la 'casalinga di Voghera' o
il 'Signor Rossi' siano in grado ragionare di testa loro
sui fenomeni paranormali!"

Ragionare?  E perchè no, rispondo io?  O forse a certi Sapientini piacerebbe essere in una cultura elitaria, in una oligarchìa di dispensatori del Sapere?   Il ragionamento (e non certo una indagine scientifica!) devono poterselo fare anche la casalinga e il ragioniere, credo, sulla base di una corretta informazione che non gli viene attualmente fornita, anzi, gli si danno inutili certezze dogmatiche.

Pensate invece quanto spesso accada invece questo:  la casalinga o il ragioniere di cui sopra hanno una esperienza 'strana' (per esempio una 'esperienza extracorporea', abbastanza frequente in caso di traumi) e la vivono col consueto altissimo grado di realismo.  Subito dopo vengono a conoscenza di fatti analoghi capitati a moltissime altre persone.  Naturalmente desiderano informarsi, ma 'impattano' magari proprio con l'esperto del CICAP, il quale dalla TV gli fa sapere che queste cose non esistono, sono solo superstizioni o truffe...  Ed ecco che il nostro soggetto - casalinga o ragioniere che sia - poichè la sua stessa esperienza ne fa fede, decide che gli scienziati non ne sanno nulla, o che mentono, e si butta su chi può dirgli qualcosa di più, anche se poi questo è in realtà un cialtrone o peggio, un venditore di fumo...  Quante sette strampalate trovano nuovi adepti grazie a ciò?

Ecco quindi - se qualcuno non lo avesse ben chiaro - qual è il vero danno di una informazione errata, e di un atteggiamento scettico oltre la misura della quotidiana esperienza.  Perciò, per tornare al giudizio degli 'esperti' della TV, forse in futuro sarà bene protestare con più forza, almeno nei casi più eclatanti di maggiore disinformazione, e almeno quando l'ultimo anello della catena  risulta essere il servizio pubblico RAI.  In fondo con Internet non ci vuole molto, basta andare sul sito www.rai.it, cercare l'indirizzo e-mail della trasmissione che si ritiene "disinformante" e protestare pacatamente, magari testimoniando una propria esperienza...

La Storia della Scienza ci conforta, mostrandoci come comunque il progresso della Conoscenza non può essere fermato, le idee valide si fanno strada da sole, magari lentamente, ma se la fanno!  E d'altronde sempre più la Fisica si scontra con l'evidenza di realtà ben lungi dal poter rientrare nello spazio angusto caro al CICAP.
E sempre nuove frontiere si aprono, e stupiscono.

In tutti i laboratori di Fisica avanzata
si inizia ormai a mutare drasticamente atteggiamento:
le nuove ipotesi sulla realtà sono qualcosa di realmente sconvolgente.

Possiamo avere un quadro della attuale situazione della Fisica
nel bel sito «Fisica ed... Esoterismo» di Paolo Accomazzi
sito valido, oltre che per il proprio contenuto, anche per gli interessantissimi links presenti.
Per comprendere appieno a che punto siamo, raccomando di includere nella lettura anche i links sull'Effetto Maharishi e sul PEAR.

Certo, ci vorranno anni prima che la maggioranza degli scienziati inizi a mutare drasticamente prospettiva, ma prima o poi accadrà.   Chi ora ha (più o meno lecitamente) il monopolio de facto della divulgazione scientifica verso i giovani, si sta assumendo una pesante responsabilità nell'inculcare in essi la inconsistenza e/o fraudolenza a priori di tutta la fenomenologia di frontiera.

    Ah!, quale vero nobile compito il CICAP potrebbe assolvere se si limitasse a svelare le vere frodi, e a divulgare nelle scuole, in TV e sui giornali solo il metodo scientifico con i corretti metodi di indagine e i possibili errori, lasciando poi che ognuno pensi da sè nel suo piccolo...
Allora sì che poi avrebbe una enorme importanza il suo parere, in virtù della obiettività e competenza dei suoi membri!
Eccolo invece comparire dappertutto, sovente a sproposito,
a sparare brutali sentenze precostituite,
anzichè porgere al "volgo" gli strumenti per pensare!

Ricordiamoci di non sottovalutare mai l'impatto negativo che i Grigi hanno sulla società e in particolare sui giovani.  Quale formazione realmente scientifica è possibile?  Dopo che per anni i signori del CICAP hanno 'intossicato' i media con le loro certezze, e spalleggiato il signor Piero Angela nelle sue incursioni nichiliste nel paranormale, pare che su giornali e TV siano rimasti quasi solamente i due estremi, i 'pazzifuriosi' e gli 'ultrascettici', e il caro vecchio 'buon senso' vacilli.  Come faranno i bimbi di oggi a crescere con validi strumenti di discernimento?  Da un lato Angela & Co. gli dice che i fenomeni paranormali e simili sono assolutamente tutte scemenze, dall'altro lato ogni testata informativa, persino i TG, hanno l'Oroscopo del giorno.  Avanza strisciante un generale atteggiamento acritico, figlio della massificazione, e della iper-semplificazione della TV, che si traducono in una mancanza di strumenti personali di pensiero.  Se tutto restasse così ne potrebbero sortire per reazione, io credo, solo due opinioni drastiche e diametralmente opposte, chi accetta acriticamente tutto e chi tutto rifiuta: resterebbero cioè coloro che ho appunto scherzosamente chiamato 'pazzifuriosi' e 'ultrascettici' !

Ma no, lo so che non è così, in fondo lo stesso "buon senso" presente in ciascuno di noi ci protegge dagli eccessi in un senso e nell'altro...   ...già, purchè si sia comunque in possesso degli strumenti mentali che mettono in grado di farsi un'opinione ragionata... ...e quando vediamo con che premura molti cosiddetti "ragazzi del muretto" leggono o ascoltano gli oroscopi del giorno...

A proposito degli Oroscopi del giorno e simili:  sulla loro validità penso che ci sia ben poco da dire, tranne che (a mio parere) non fanno certo onore alle testate che li ospitano, e al senso critico di chi li segue...   E pensare che - pur senza sapere un accidenti di metodo scientifico - basterebbe confrontarne una decina tra loro, tutti diversi!... e chi lo facesse probabilmente poi non li leggerebbe più.

Un discorso diverso va fatto sull'astrologia vera, quella 'seria'... Mmmm..., vedo già molti storcere il naso, e anche a me è capitato...
...ma proverò a spiegarmi.
Se accettiamo l'idea ormai incalzante di un universo olografico nel quale ogni cosa nel cosmo è interconnessa e reciprocamente significativa, di conseguenza stiamo anche implicitamente accettando la validità del famoso motto ermetico «così in alto come in basso», che è la premessa a fondamento dell'astrologia!
Come la mettiamo?  Le neghiamo ogni valore?
Certo, ho già detto che, a mio parere,
i cosidetti "oroscopi" sono pattume,
ma l'Astrologia come metodo di indagine della personalità
credo abbia un valore, e questo era anche l'opinione di C.G.Jung, fondatore della psicologia analitica, codificatore della libido e degli archetipi, ecc., non certo un ingenuo.   E qualcosa c'è.   L'analisi della personalità che parta dal cosiddetto «tema natale» può essere un delicato ma potente strumento di indagine del profondo, traendo la sua validità proprio dal concetto di corrispondenza di ogni cosa col tutto.  La psiche, in fondo è di lei che si parla, è una realtà caotica nel senso di essere soggetta alle leggi fisiche della teoria del Caos, quindi per sua natura un sistema estremamente sensibile alle forze sottili, sconosciute ma indubbiamente esistenti, provenienti dal resto dell'universo circostante:  quindi è del tutto lecito supporre che vi sia comunque una qualche relazione fra Mente e Cosmo.
Perchè mai, mi chiedo, dovremmo rifiutare a priori di indagare sinceramente in merito (proprio come Piero Angela & Co.) solo perchè questo è un argomento ormai irrimediabilmente classificato "irrazionale" dai Grigi?   Mi sento portato a dare valore alla astrologia così intesa (e ancora provo un certo disagio) perchè, nel mio personale percorso conoscitivo, mi sono (scetticamente!) accostato all'argomento raccogliendo un certo numero di analisi astrologiche «serie» svolte su persone da me ben conosciute, per vagliarne il responso.  Niente di scientifico, per carità, niente confronti a "doppio cieco" eccetera, solo una personale ricerca di indizi.  Ebbene, la cruda statistica non avrebbe evidenziato nulla, ma operando un piccolo 'vaglio a monte dei dati'  ho avuto una sorpresa, e la butto qui :  le personalità decise e con propri obbiettivi, solo delineati o già raggiunti, risultavano tutte ottimamente inquadrate nell'analisi;   invece, le analisi fatte su personalità più "comuni" e passive, senza ambizioni particolari, non erano affatto pertinenti o lo erano solo in minima parte, secondo una media casuale. Perchè questa differenza?  E ancora:  il non aver tenuto conto in passato di questa dualità (fra personalità marcate e comuni) può forse essere la ragione degli abbastanza deludenti risultati delle indagini statistiche astrologiche?  Lo ripeto a scanso di equivoci, non parlo del solito Oroscopo («destino», «amore», «fortuna», ecc.), ma di tendenze della personalità con relative inclinazioni e problematiche.

Questo è quanto, per l'astrologia, e potrei aggiungere una infinità di esempi del genere, su eventi e fenomeni tutti molto interessanti, ma letteralmente "bruciati" a priori dallo scetticismo.


Va bene, mi avvicino alla conclusione di questo discorso forse un pò troppo frammentario... ma credo di essermi spiegato abbastanza, e in fondo un pò tutti abbiamo capito come stanno certe cose, e quale sarebbe un più corretto atteggiamento da tenere nei confronti dell'ignoto:  senz'altro comunque non quello chiuso e ridicolizzante che è invece prassi comune per il CICAP e per molti scettici non titolati.
 
 "La maggior parte degli errori
degli uomini non viene tanto
dal fatto che essi ragionano male
a partire da princìpi veri, ma
piuttosto perché ragionano giusto
a partire da princìpi falsi
o da giudizi inesatti"

Fènelon
 
 

Sento però anche il dovere di spezzare una lancia - ebbene sì - a favore dei Grigi!   Sono esseri umani come noi, magari spesso più dotati di noi gente comune;  probabilmente sono quasi tutti in perfetta buona fede;  hanno studiato tutta una vita, e si sono formati nella convinzione che il mondo sia come descritto nei libri, nelle equazioni, nelle esperienze di laboratorio, e quant'altro;  il loro valore professionale, umano, sociale è tutto nella loro conoscenza.   Poi arriva qualcuno che gli chiede un parere su di un fenomeno - o sulla possibilità di un fenomeno - che, se fosse vero, sgretolerebbe tutte le sue certezze, e gli occorrerebbe ricominciare tutto da capo...   Non è facile, no.   E, soprattutto, le resistenze possono insorgere dall'inconscio, senza una vera volontà, e orientare a priori l'atteggiamento verso i fenomeni:   in questa luce non li giustifichiamo, ma li comprendiamo meglio, vero?

È tempo di concludere.   Che altro dire?
Tutto è rimesso al personale buon senso di ognuno di noi.
Però:
Quando l'esperienza personale ci fa accadere qualcosa di strano e inspiegabile, e veniamo a sapere che cose simili accadono a moltissime altre persone, e i Grigi vogliono convincervi che fatti simili
sono solo superstizioni, errori, truffe, ecc.,
cosa ne concludete?

Guardatevi attorno, osservatevi,
e giudicate in base alle vostre esperienze

CONTRA FACTA NIHIL VALENT ARGUMENTA
ovvero,
CONTRO I FATTI NESSUN ARGOMENTO HA VALORE

Meditate.

Ciao,   c o l o r a t i   !

                            XmX       appendice

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