Argento ionico (colloidale),
la FAQ tecnica
(risposta alle domande più frequenti)

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La pagina di riferimento è qui: Argento ionico, come farselo da soli
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aggiornata il
12/5/2004
Questa FAQ sarà continuamente aggiornata con le esperienze, le novità e i suggerimenti dei lettori!

ATTENZIONE
Una cosa importante prima di iniziare:
io non sono un medico o uno specialista in Argento ionico (detto impropriamente Argento colloidale).
Le risposte espresse sugli aspetti tecnici sono solo mie opinioni derivate da esperienza personale o riferitemi da altri.
Per consigli e indicazioni su una qualunque terapia a base di Argento ionico, è necessario consultare sempre il medico:  io non mi assumo alcuna responsabilità, ritenendo di aver espresso a sufficienza queste raccomandazioni.

D    Che differenza c'è fra l'Argento ionico (ex colloidale) detto "elettrico" e quello organico detto "Argento proteinato" o "Argento vitellinato" presente in alcuni prodotti farmaceutici?
R  Mentre in quello ionico elettrico le particelle sono di puro Argento e ultramicroscopiche, nell'altro l'Argento è chimicamente legato a grosse molecole di composti organici.  L'azione battericida e antimicotica di quest'ultimo è inferiore, e inoltre si deposita facilmente nei tessuti, per cui non è indicato per assunzioni frequenti o per uso interno.

D    Ma che grandezza hanno le particelle di quello elettrico?
R  Comunemente vengono descritte come singoli atomi ionizzati, ma questo è vero solo in teoria:  in realtà sono aggregati ionizzati di molti atomi.  Le dimensioni comunque sono davvero molto piccole, il migliore Argento ionico è fra i 0.005 e i 0.020 micron.  Un micron è un millesimo di millimetro, perciò per raggiungere un millimetro dovremmo metterne in fila circa centomila!

D    Esiste un modo per sapere con esattezza di che qualità è l'Argento ionico che mi sono fatto in casa?
R  Sì, e consiste in una doppia analisi chimico-fisica, di cui una determini i sali presenti, e l'altra il solo contenuto di ioni, e dunque di colloide, tramite spettrometria.  Si può fare facilmente nei laboratori attrezzati, ma comporta una spesa elevata.

D    Ma non c'è un test pratico, anche se impreciso, per sapere pressappoco cosa ho fabbricato?
R  Si possono fare una serie di semplici test solo usando acqua ossigenata, sale da cucina e un puntatore laser, unitamente ad un apprezzamento organolettico, assaggiandolo.  Il risultato non è preciso, ma si può avere lo stesso un'idea della qualità dell'Argento ionico prodotto, quantomeno per scartarlo se vi sono troppi sali, o per riconoscere, per esempio, se è solo acqua a causa magari di un falso contatto nel circuito!  Tutte le spiegazioni sono nel Forum del Nuovomondo di XmX - Argento ionico (colloidale) - Test e analisi

D    Perchè nei vari siti si parla di concentrazioni da 5 a 30 ppm?
R  La confusione nasce dal fatto che le ppm (ppm = parti per milione) indicate solitamente si riferiscono nel complesso tanto al contenuto di Argento in forma ionica, quanto alla percentuale di sali d'Argento che inevitabilmente si forma (col procedimento descritto i sali di Argento (cloruro, solfuro, nitrato, ecc.) sono pressappoco 3 volte la quantità degli ioni).  Qualcuno indica solo la forma ionica, altri l'Argento totale... ...e così si spiega la doppia indicazione di 5 o 30 ppm, a seconda degli autori.

D    Devo rimescolare il liquido durante la produzione?
R  Gli ioni si creano per migrazione di microparticelle ionizzate da un elettrodo all'altro:  essendo gli ioni particelle elettricamente cariche dello stesso segno, accade che si respingono tra loro e dunque tendono a diffondersi spontaneamente per reciproca repulsione in tutto il volume del liquido.  Effettivamente però, a causa del fenomeno detto "bridging", fra gli elettrodi tende a crearsi una catena di ioni, ad alta conducibilità, che genera più sali e limita la libera diffusione degli ioni.  Alcuni costosi apparecchi commerciali rimescolano il liquida automaticamente, per spostare subito gli ioni appena prodotti lontano dalla zona di alta reattività chimica che c'è fra gli elettrodi, riducendo la formazione di sali.
Nella produzione "fai-da-te", un rimescolìo fatto di tanto in tanto, oltre al rischio di sporcare la soluzione, ha il difetto di ridiffondere gli eventuali sali d'Argento insolubili già precipitati sul fondo, aumentando indebitamente la conduttività e peggiorando la qualità finale  (infatti sarebbe meglio buttare lo strato di liquido sul fondo del recipiente, evitando di travasarlo nella bottiglia).  Volendo davvero aumentare (di molto!) la qualità del prodotto, si potrà usare un economico aereatore da acquario:  si immerga l'estremità del tubetto fino al fondo del recipiente, in modo che le bollicine salendo rimescolino il liquido. Non si dev usare la pietra porosa finale, perché contaminerebbe l'acqua:  per limitare il flusso dell'aria si può chiudere a caldo l'estremità del tubo, poi si praticheranno un paio di forellini con un ago riscaldato.  Sarà meglio praticare anche uno o due altri buchini lungo il tubo non immerso, per evitare un eccesso di pressione.  L'argento ionico fatto così è decisamente superiore a quello senza rimescolamento.

D    Dove trovo l'Argento puro?
R  Perché addannarsi per trovare l'Argento puro in fili o lastrine?  Si possono usare monete da collezione!  In un negozio di numismatica si possono acquistare i dollari americani detti "American Eagle", di Argento finissimo (certificati con purezza 999.3 per mille), diametro 40.6 mm, peso 31 grammi.  Ne serviranno due, per una spesa attorno ai 25 Euro.  Prima dell'uso vanno grattate per bene, anche sui bordi, per eliminare un sottilissimo strato lucidante detto "rodiatura", che puo essere presente.  Le due monete andranno sospese nell'acqua con la clip a coccodrillo, badando bene che quest'ultima non si bagni.  Personalmente trovo le monete praticissime.

D    Se trovassi il filo d'Argento, di che diametro deve essere?
R  Esiste in varie sezioni, 0.5, 1, 1.6 mm o più.  Quello da 1,6 mm va benissimo, perché non si romperà facilmente quando lo si dovrà pulire "grattandolo" dopo averlo usato.  Purché siate certi che sia Argento purissimo allo 999 per mille (999/1000), e non quello al 925 per mille (925/1000) usato in oreficeria, per evitare di intossicarsi con i metalli pesanti presenti in lega (meglio le monete!).

D    Sulla superficie degli elettrodi d'Argento si formano lentamente delle bollicine di gas che restano là...  va bene?
R  Sì, è normale, sono bollicine di idrogeno e ossigeno prodotte da una minima elettrolisi.  Ma si devono formare molto molto lentamente, non velocemente.

D    Attorno aagli elettrodi si forma come una nebbiolina di finissime bollicine...  è giusto?
R  Assolutamente no!  L'elettrolisi nell'acqua deve essere inavvertibile.  Se invece diviene visibile, la causa è un eccessiva corrente e questo provoca la formazione di molti sali tossici.

D    Che acqua si deve usare?
R  L'acqua distillata è la migliore, ma di fatto non si trova più, nemmeno in farmacia (là ti vendono acqua demineralizzata, ma la chiamano distillata).  Se puoi, comprala dai rivenditori di prodotti chimici, ma ne vale la pena?  La mia esperienza mi dice che una acqua demineralizzata di buona qualità va benissimo e si trova facilmente nei supermercati (è quella per i ferri da stiro a vapore).  Acquisatane un tipo e provalo facemdo l'Argento ionico, non deve diventare torbida nemmeno un po', e l'Argento deve essere insapore, o quasi.  Se va bene, comprane una bella scorta, se va male lasciala per risciacquare i recipienti, e provane un'altra.

D    Ho letto che per fare l'Argento ionico più in fretta, posso aggiungere all'acqua qualche goccia di soluzione di sale da cucina...
R  Per carità, no!, quel metodo (anche se qua e là ancora lo si trova su Internet) è assai dannoso e del tutto superato.  Aggiungere una o due gocce di acqua salata porta subito ad un eccesso di conduttività, quindi alla formazione di sali.  Perché il passaggio di corrente possa avvenire, debbono per forza esserci un po' di sali nell'acqua, ma proprio pochi!  Bastano ampiamente quelli presenti nell'acqua, assieme a quelli derivanti dal minimo strato di ossido che sempre resta sugli elettrodi anche se puliti con un panno o una spugnetta, e nel contenitore.  Comunque i sali aumentano rapidamente da soli, anche troppo...  Perciò, se vuoi la qualità migliore, non mettere nulla e usa l'acqua più pura possibile.

D    Quando il tempo è scaduto, posso limitarmi a staccare con un timer le batterie (o l'alimentatore) e lasciare gli elettrodi d'Argento immersi nell'acqua?
R  Assolutamente no!  Gli ioni prodotti, in assenza di tensione, annullerebero in poco tempo la loro preziosa carica elettrica contro il metallo.  L'AC non deve mai entrare in contatto con metalli, e infatti anche per berlo va usato un cucchiaio di plastica.  Perciò, appena si stacca l'alimentazione, l'Argento deve subito essere tolto.

D    Debbo fare tutto al buio?
R  Be', proprio al buio è eccessivo.  Però è assai consigliabile fare l'Argento ionico in ambiente poco illuminato, e comunque mai alla luce diretta del sole o di una fonte artificiale intensa.  Anche la luce indiretta, se troppo intensa, è dannosa, perché gli ioni perdono la loro carica per azione dei fotoni.  Inoltre, in piena luce, l'Argento degli elettrodi annerirà più rapidamente, il precipitato aumenterà la conduttività dell'acqua, che quindi si sporcherà di più, e così via, finché si dovrà buttare tutto... Per essere sicuri, basta magari riparare il contenitore dal lato più esposto alla luce con un panno o altro.

D    Ma poi, una volta prodotto, debbo conservarlo al buio?
R  Sì, per le ragioni già dette.  È proprio per questo, per maggiore sicurezza, che si deve rivestire la bottiglia con foglio di alluminio, a meno di usare una bottiglia di vetro assolutamente nero opaco.  E comunque va tenuto in ambiente buio, ovvero chiuso da qualche parte.

D    Qual è il significato dei diversi colori che può assumere la soluzione di Argento ionico?
R  la sfumatura di colore della soluzione è determinato dalla grandezza delle particelle di Argento:  particelle ultrafini danno il colore trasparente o leggermente ambrato.  Particelle più grandi vanno da un colore appena lattiginoso, fino al gruigio-nero:  l'efficacia è molto minore o addirittura nulla, e c'è una più o meno marcata tossicità.  Invece la eventuale componente grigio-bruna, è decisamente tossica, ed è data dai sali insolubili in sospensione.

D    Qual è il colore giusto?
R  La qualità trasparente o ambrata è la più efficace perché è la più biologicamente attiva, non si deposita nei tessuti e viene totalmente eliminata.  Invece i tipi lattiginosi si depositano e, pur essendo relativamente poco tossici, con un uso costante nel tempo portano all'argirìa, cioè alla colorazione grigiastra irreversibile della pelle.

D    Mi è uscita una soluzione lattiginosa... ...la butto?
R  Se il colore finale fosse appena appena lattiginoso (per capirci, tipo una goccia di latte in un bicchiere d'acqua) per un uso breve potrà andar bene lo stesso, anche se è davvero una scarsa qualità e di ridotta efficacia.  Se invece la colorazione fosse molto lattiginosa o addirittura opaca, allora vorrà dire che non vi sono ioni, ma solo una gran quantità di sali, e davvero troppi per un uso umano sicuro:  bisogna rifare tutto da capo.

D    Non potrei usare un voltaggio diverso?
R  La tensione di 27-30 volt è, a detta degli esperti, la più indicata per questo tipo di procedimento, ed è anche comoda in quanto la si raggiunge facilmente con 3 comuni batterie a 9 volt.  In caso di emergenza si potrà usare anche la batteria dell'auto (12 volt) o quella di un camion (24 volt), però il valore della resistenza in serie (600 ohm per 27 volt) andrà ridotto in proporzione (circa 240 ohm per 12 volt, 480 ohm per 24 volt).

D    Non c'è un modo per fare a meno di batterie, resistenze, eccetera?
R  Se si intende produrre spesso l'Argento ionico, potrebbe essere una buona idea sostituire le batterie con un alimentatore stabilizzato con regolazione di corrente (del tipo usato dai radioamatori o da laboratorio elettronico, esistono anche in kit e non costano molto) così si potranno impostare i valori di tensione e di massima corrente, e non si avranno più preoccupazioni.  La resistenza in serie però è sempre necessaria.

D    Ho visto su Internet che i sono diversi apparecchi commerciali per farsi l'Argento ionico (loro lo chiamano "colloidale").  Ce n'è uno, chiamato "Argent-X", che costa moltissimo...
R  Sì, ci sono diversi dispositivi in vendita on-line, ma sono tutti piuttosto cari (ben oltre i 100 Euro).  Tuttavia, per chi non se la sente di fare esperimenti, potrebbero essere una soluzione comoda, e sono anche molto pratici, basta immergerli nell'acqua e via.  L'apparecchio "Argent-X" costa caro perché, oltre alla normale funzione di produzione del colloide, ha anche una funzione di generazione di una frequenza a 3.4 KHz, per "informare" l'acqua con una frequenza ritenuta biologicamente utile secondo la medicina vibrazionale, ed inoltre è programmabile per produrre diversi quantitativi di Argento ionico in una sola volta.  Sulla utiità della frequenza, non mi pronuncio.

D    Che sapore dovrebbe avere un buon Argento ionico?
R  Un buon Argento, oltre che limpido, dovrebbe essere insapore.  Soprattutto non deve essere amaro, o aspro, o metallico.  In pratica un sapore appena appena un po' strano e diverso dall'acqua pura si sente quasi sempre, è vero, ma deve essere appena percettibile.  Se invece il sapore è forte, vuol dire che vi sono davvero troppi sali.  Non va confuso però un vero eventuale "saporaccio" con quello di una bocca "cattiva" che può venire dopo un po' di tempo dalla prima assunzione:  questo si verifica a volte, a distanza di qualche ora, a causa della morte di molti batteri (anche della bocca), per la liberazione dei loro cataboliti.  Insomma, per giudicare il sapore (a meno che questo non sia proprio deciso e immediato) è meglio aspettare la seconda somministrazione.  Un cattivo sapore potrebbe anche naturalmente venire dal contenitore di plastica, o da uno poco pulito.  Per questo è bene usare le bottiglie di vetro scuro, ottime quelle della birra, e che siano molto ben lavate.

D    Si potrebbero riassumere in poche righe le raccomandazioni base da rispettare per farsi l'Argento ionico della migliore qualità col metodo delle tre batterie?
R  Per farsi la qualità più fine, quella dorata, fate così:

  1. usare nel procedimento solo ed esclusivamente Argento 999/1000.
  2. utilizzare l'areatore per rimescolare continuamente il liquido.
  3. usare solo acqua distillata oppure una ottima "demineralizzata", e non aggiungere nulla.
  4. massima pulizia delle mani, dei materiali e dei recipienti (Argento, spugnetta, bicchiere, imbuto e bottiglia).
  5. evitare assolutamente di immergere o anche solo bagnare i morsetti.
  6. non superare i 27-30 volt e i 2 mA iniziali di corrente (10-20 mA finali).
  7. non superare i 60 minuti complessivi per 220 ml (un bicchierone), o 120 minuti per mezzo litro.
  8. pulire benissimo gli elettrodi all'inizio, e almeno un paio di volte durante il processo (e comunque ogni volta che iniziano a scurirsi dal lato interno, sennò la qualità va giù).
  9. fare il tutto in ambiente poco illuminato.
  10. non travasare lo strato inferiore del liquido.

La pagina di riferimento è questa: argentocolloidale.htm
Se hai fatto il tuo Argento ionico e lo usi, collabora raccontandoci la tua esperienza nel Forum a http://www.forumcommunity.net/?c=2563
Questa FAQ sarà continuamente aggiornata con le novità e i suggerimenti dei lettori!

ATTENZIONE
Dopo tutto questo, voglio ricordare ancora che
io non sono un medico o uno specialista in Argento ionico.
Le risposte espresse sugli aspetti tecnici sono solo mie opinioni derivate da esperienza personale o riferitemi da altri.
Per consigli e indicazioni su una qualunque terapia a base di Argento ionico, è necessario consultare sempre il medico:  io non mi assumo alcuna responsabilità, ritenendo di aver espresso a sufficienza queste raccomandazioni.

XmX                    

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