l'anima (nera) delle armi
di Mark Gensèrikson
Nuovomondo di XmX - tutti i diritti riservati

rif. 150808-150808

HOME PAGE INDIETRO


 

Si dice che le armi abbiano un'anima, e che spingano i loro possessori ad usarle.  In un certo senso questo è vero.  Cerchiamo di capire perché.

L'uomo è un corpo biologico che, come tutti i viventi, ha anche una controparte energetica non direttamente percettibile dai nostri sensi, che lo interpenetra e anche lo circonda. Quando pensiamo, in questo involucro energetico si formano le cosiddette "forme-pensiero", ossia configurazioni di energia che sono esse stesse il pensiero concretizzato, con un proprio set di frequenze sulle quali risuona, e capace di trasmettere, nonchè ricevere, da e verso l'ambiente circostante.  Ogni concetto ha una sua propria forma-pensiero, e così ogni raffigurazione mentale.  In effetti viviamo circondati dalle forme-pensiero che noi stessi produciamo, o che "accogliamo" dagli altri.

Anche la materia inanimata ha una sua controparte energetica "sottile", ma statica, a differenza dei viventi.  Come quella dei viventi, l'energia sottile della materia inanimata può "registrare" e conservare le frequenze delle forme-pensiero dirette alle cose materiali.

Sulle armi si focalizza l'attenzione dei loro possessori, e logicamente non può trattarsi che di pensieri e sentimenti negativi, quali imposizione, paura, odio, vendetta, violenza, dolore, morte, distruzione, ecc...  Questo è vero anche se l'uso previsto è solo come estrema difesa o per l'ordine pubblico, poiché sono in gioco la psiche profonda e i sentimenti (cioè il corpo astrale), i quali per loro stessa natura puntano subito al massimo, ossia immaginano le estreme conseguenze dell'uso.

Di fatto, che il possessore lo voglia o no, e che ci creda o no, la controparte eterica e astrale della materia fisica dell'arma subisce fin dall'inizio del possesso un imprinting con le suddette forme-pensiero, generate inizialmente dal senso di "potenza" e dominio (anche se solo di situazioni, come nel caso dei tutori dell'ordine pubblico). 

Queste forme-pensiero, dal momento del primo possesso in poi, non faranno che crescere e rafforzarsi ad ogni pensiero negativo del proprietario.  Ogni volta che egli assisterà ad un film con sparatorie, o vedrà un telegiornale in cui si parla di una rapina, di un suicidio, e via dicendo, una parte recondita e del tutto automatica del suo pensiero visualizzerà la scena brutale, e subito assocerà quel fatto alla sua arma, come capace di fare altrettanto, cioè di minacciare, di difendere, di uccidere, di spararsi... 

All'inconscio piace soffermarsi su queste possibilità, ci gioca, immagina le possibili situazioni:  cosa farebbe se entrasse il ladro, o se dovesse vendicarsi di un torto, e si raffigura mentre impugna l'arma e dice all'aggressore "ah,si? ..adesso ti sistemo io..", oppure "basta, premo il grilletto e la faccio finita...".

Accade così che la forma-pensiero negativa si rafforzi sempre più, e divenga un potente fattore di influenza sull'orientamento dei pensieri.  In pratica, ogni volta che il possessore dell'arma sarà depresso, o arrabbiato, o si sentirà minacciato, o subirà un torto, anche per cose del tutto irrilevanti, la forma-pensiero per risonanza amplificherà l'emozione e richiamerà l'attenzione sull'arma stessa, rendendone più probabile l'uso effettivo. 

Tale nefasta influenza è efficace in misura inversamente proporzionale all'autocontrollo, alla moralità e alla evoluzione psichica, ed è direttamente proporzionale alla sensitività e alla emotività del possessore. 

Per loro natura, e anche perché il metallo ha una matrice eterica più forte, le forme-pensiero generate o generabili da armi da fuoco e da taglio sono più "potenti" rispetto a quelle di bastoni, mazze, corde, fruste, reti, ecc., anche perché nella loro stessa azione la visibilità immediata del danno che fanno è figurativamente di minore impatto, è perché c'è meno sangue, o meno "botto" inteso come sparo, quindi un po' meno potenza psichica figurata.  Anche se poi uccidono lo stesso. 

E' chiaro che alla fine tutto dipende dal proprietario dell'arma, ma sono coinvolti anche i familiari o gli amici, in pratica chiunque sappia della sua esistenza.  E anche le loro forme-pensiero, create ad ogni sentimento o spettacolo violento, andranno sempre a rafforzare la forma-pensiero dell'arma. 

E' per tutto questo che gli occultisti avvertono che un'arma "ti chiama", anche quella nella vetrina di un negozio, se la desideri.  E se ce l'hai, prima o poi la userai...

Mark Gensèrikson            

 


Se questa pagina ti è piaciuta,
per favore clicca qui...


Nuovomondo di XmX - tutti i diritti riservati

HOME PAGE INDIETRO SU
@ per scriverci clicca qui.

 
Mauro Caminiti, grafologo giudiziario, perito grafico, CTU Daniela Vecchi, grafologo giudiziario, perito grafico, CTU
esperto in analisi e comparazione della grafia, grafologo, perito grafologo, consulente grafologo, perito grafico, consulente grafico, perizia grafica, perizia grafologica, grafologo giudiziario, perito calligrafo, consulente calligrafo, perizia calligrafica